New York, 24 febbraio 2026 – Un ciclone-bomba ha colpito la costa nord-orientale degli Stati Uniti a partire dal 22 febbraio, mettendo in ginocchio soprattutto New York e il Massachusetts. A Swansea, nel Massachusetts, sono caduti oltre 67 centimetri di neve, un record per la zona. La NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) segnala venti fino a 135 chilometri orari, che hanno lasciato al buio centinaia di migliaia di persone. Le autorità hanno imposto divieti di spostamento non indispensabili in molte aree.
Occhi puntati dal cielo: il ciclone visto dallo spazio
La tempesta è stata seguita minuto per minuto dalla costellazione di satelliti geostazionari Goes, un progetto nato dalla collaborazione tra NASA e NOAA. Le immagini scattate tra il 22 e il 23 febbraio mostrano la massa nuvolosa che ruota compatta sopra l’Atlantico, con un centro di bassa pressione che è crollato di oltre 24 millibar in 24 ore. Un calo così rapido è il segno distintivo di una “bomba ciclonica”, tempeste che si rafforzano in maniera fulminea.
“Abbiamo visto un abbassamento della pressione davvero notevole”, ha detto il meteorologo James Carter della NOAA. “Non capita spesso, ma quando succede gli effetti sulla vita quotidiana possono essere pesanti”.
Neve, vento e blackout: la dura prova per la gente
La Protezione Civile statunitense stima che siano circa 60 milioni le persone sotto allerta meteo. Solo venerdì, più di 300.000 utenze sono rimaste senza corrente tra Massachusetts, Connecticut e New York. In alcune zone del New Jersey e del Rhode Island le autorità hanno chiuso scuole e uffici, chiedendo alla popolazione di restare a casa.
A Manhattan, all’alba, i mezzi spargisale erano già in azione. “Non ricordavo una nevicata così forte da anni”, racconta Linda Morales, di Brooklyn. “Abbiamo passato la notte al buio, con il vento che faceva tremare i vetri”. Situazioni simili anche a Boston e Providence, dove la circolazione dei treni è stata sospesa per ore.
Il raro spettacolo del temporale di neve
Uno degli aspetti più curiosi della tempesta è stato catturato proprio dai satelliti Goes: la presenza di fulmini dentro il ciclone. Si tratta del cosiddetto temporale di neve, un fenomeno che nasce quando correnti fredde si scontrano con aria umida vicino al suolo. Per il meteorologo Carter, “è un evento raro nel Nord-Est degli Stati Uniti, e difficile da vedere perché la neve smorza il rumore dei tuoni”.
In Europa meridionale i temporali di neve sono quasi sconosciuti. Negli Stati Uniti e in Giappone, invece, possono capitare soprattutto tra fine autunno e inizio primavera. “Vedere i lampi illuminare la neve è stato strano”, ha raccontato un agente della polizia stradale del Connecticut. “Il silenzio era quasi irreale”.
Cosa ci aspetta nelle prossime ore
Secondo l’ultimo bollettino della NOAA, diffuso alle 7 del mattino (ora locale), la tempesta dovrebbe indebolirsi nelle prossime 24 ore, ma rimarranno condizioni di forte instabilità lungo tutta la costa, da Washington fino a Boston. Le autorità raccomandano di “evitare gli spostamenti se non strettamente necessari”, come sottolineato dal sindaco di New York, Eric Adams.
Nel frattempo, squadre di tecnici lavorano senza sosta per ripristinare l’elettricità nelle zone più colpite. I meteorologi invitano a non abbassare la guardia: “Il rischio di nuove nevicate e gelate resta alto almeno fino a lunedì”, ha avvertito Carter.
Un inverno senza tregua
Questa ondata di maltempo conferma un trend che da qualche anno vede aumentare la frequenza di eventi estremi sulla costa est degli Stati Uniti. Nel 2025, ricorda la NOAA, si sono già registrate almeno tre bombe cicloniche tra gennaio e marzo. Gli esperti mettono in guardia: “Questi fenomeni – conclude Carter – sono destinati a diventare sempre più frequenti”.
