Milano, 24 febbraio 2026 – Dopo un mese di stop, Il Cinemino di via Seneca, nel cuore di Milano, ha riaperto questa mattina. La decisione è arrivata dal Tribunale del Riesame, che ha accolto il ricorso dell’associazione SeiSeneca, che gestisce la sala, contro il sequestro deciso il 21 gennaio dalla giudice Giulia D’Antoni. La chiusura era scattata dopo un controllo della Polizia Locale il 13 gennaio, mentre il bar accanto era rimasto aperto come sempre.
Sequestro, le accuse e i dubbi sulla sicurezza
Gli agenti dell’Annonaria avevano contestato il modo e i tempi con cui venivano distribuite le tessere associative al Cinemino. Per la polizia, questa pratica trasformava l’attività in qualcosa di “commerciale e aperto al pubblico”, in contrasto con la natura di associazione culturale” dichiarata dai gestori. In più, erano emersi dubbi sulla “difficile accessibilità” delle uscite di emergenza**, un punto che ha spinto la giudice D’Antoni a ordinare il sequestro preventivo.
La risposta dei gestori: tutto in regola
I gestori hanno sempre negato le accuse, assicurando di aver seguito tutte le regole per le associazioni culturali. “Abbiamo presentato tutte le certificazioni, sia per lo statuto che per la sicurezza”, ha detto al telefono uno dei soci fondatori, Andrea Satta, poco dopo la notizia della riapertura. Hanno anche ricordato che la sala era già stata controllata più volte dai Vigili del fuoco, che avevano dato il via libera all’attività.
Il Tribunale dà ragione al Cinemino
Il Tribunale del Riesame ha dato ragione a SeiSeneca, cancellando il sequestro e permettendo la riapertura. Secondo i giudici, le certificazioni presentate erano sufficienti, sia dal punto di vista amministrativo che della sicurezza. “È una vittoria per tutta la comunità del Cinemino”, ha commentato a caldo una volontaria storica, Marta Lodi, questa mattina davanti alla sala.
La comunità festeggia il ritorno al cinema
La notizia si è sparsa in fretta tra i residenti e gli appassionati di cinema d’essai. Poco dopo le 10, davanti a via Seneca 6, si sono radunate una trentina di persone, tra soci storici e nuovi curiosi. “Non vedevamo l’ora di tornare”, ha detto un giovane spettatore, mentre una signora sulla sessantina raccontava di aver seguito tutto sui social. Il primo film in programma è alle 18:30, con una proiezione di cinema indipendente italiano.
Le associazioni culturali sotto i riflettori a Milano
La storia del Cinemino riporta l’attenzione sul ruolo delle associazioni culturali nella vita di Milano. Negli ultimi anni, molte realtà simili hanno dovuto affrontare regole complicate e controlli più severi. “Serve chiarezza sulle regole”, ha detto il presidente di Arci Milano, Giovanni Cattaneo, contattato da alanews.it. “Questi spazi sono vitali per la cultura in città e devono essere protetti”.
Cosa succederà adesso
Per ora, il Cinemino riprende la sua attività normale. I gestori hanno annunciato che organizzeranno incontri pubblici per spiegare cosa è successo e parlare con i soci delle prospettive future. Resta da vedere se ci saranno altri controlli o se la vicenda si chiuderà qui. Intanto, in via Seneca si respira un misto di sollievo e prudenza. “Siamo felici, ma restiamo attenti”, ha concluso Andrea Satta. “Il nostro obiettivo è portare cultura in sicurezza”.
