Cuore artificiale: la nuova frontiera nella ricerca sulle malattie cardiache

Cuore artificiale: la nuova frontiera nella ricerca sulle malattie cardiache

Cuore artificiale: la nuova frontiera nella ricerca sulle malattie cardiache

Giada Liguori

Febbraio 24, 2026

Montreal, 24 febbraio 2026 – Un cuore in miniatura stampato in 3D, capace di battere e dotato di microsensori ultra morbidi per seguire le contrazioni in tempo reale, è stato creato dai ricercatori dell’Università di Montreal. Il nuovo modello, raccontato sulla rivista Nano Micro Small, potrebbe cambiare il modo di studiare le malattie cardiache e provare nuovi farmaci, offrendo un metodo più personalizzato e senza invasività.

Un cuore su chip: ecco come funziona

Il cuore in miniatura, spiegano i ricercatori canadesi, nasce stampando in 3D un tessuto cardiaco su un chip, usando un inchiostro “vivo”. Questo inchiostro contiene cellule staminali umane prese direttamente dal paziente, creando così una sorta di “gemello” del cuore vero. La vera novità sta nell’inserire nel tessuto dei sensori meccanici biocompatibili e fluorescenti. Questi microsensori, grazie a metodi ottici non invasivi, riescono a misurare con precisione le forze contrattili sia a livello delle singole cellule che dell’intero tessuto.

Durante gli esperimenti, il gruppo ha monitorato l’attività degli ioni di calcio nel tessuto cardiaco. Le “ondate” di questi ioni, viste in tempo reale, sono quelle che danno il via a ogni battito. “Potere vedere come i tessuti reagiscono a diversi composti in tempo reale è un grande vantaggio per la ricerca preclinica e traslazionale”, ha detto Seyed Ali Mousavi, primo autore dello studio. “Questo ci permette di testare direttamente le cellule del paziente, senza dover ricorrere a procedure invasive”.

Cosa cambia per lo studio delle malattie cardiache

Il nuovo cuore su chip promette di diventare uno strumento prezioso per indagare problemi come aritmie e cardiomiopatia dilatativa, ma anche per capire come il cuore risponde ai farmaci in fase di prova. I ricercatori hanno mostrato che il cuore stampato reagisce ai farmaci proprio come quello reale, confermando la sensibilità del sistema per lo screening farmacologico.

“Questa scoperta – ha aggiunto Houman Savoji, coordinatore della ricerca – ci avvicina alla vera medicina di precisione, permettendoci di scegliere il farmaco giusto per ogni persona prima ancora di iniziare la cura”. Un passo che potrebbe ridurre i rischi legati ai trattamenti standard e aumentare la sicurezza per i pazienti.

Verso una medicina sempre più su misura

Stampare in 3D tessuti umani non è una novità nel campo biomedico. Ma inserire microsensori ultra morbidi direttamente nel tessuto è un salto tecnologico importante. Questo sistema permette di monitorare le contrazioni del cuore con una precisione mai vista prima, senza danneggiare le cellule o alterare il comportamento del tessuto.

Secondo gli autori, pubblicati su Nano Micro Small, questo cuore in miniatura potrà servire anche per testare la tossicità dei farmaci e prevedere eventuali effetti collaterali prima di usarli sui pazienti. Un vantaggio non da poco per le aziende farmaceutiche e i centri di ricerca clinica.

Prospettive e sfide da superare

Nonostante i risultati incoraggianti, il modello ha ancora dei limiti. La complessità del cuore umano non si può riprodurre tutta in laboratorio: questo cuore su chip riproduce solo alcune funzioni principali del muscolo cardiaco. Gli stessi ricercatori sottolineano che serviranno altri studi per confermare l’efficacia su larga scala e per adattare il sistema a diversi tipi di cellule e malattie.

Ma la strada è segnata. Creare modelli su misura partendo dalle cellule del paziente apre nuove strade per la medicina di precisione e per prevenire le malattie cardiovascolari. “Solo allora – ammette Mousavi – potremo davvero parlare di terapie personalizzate”.

Per ora, il cuore stampato in 3D resta un prototipo da laboratorio. Ma l’entusiasmo tra gli esperti è forte: “Un giorno – confida Savoji – potremmo testare ogni farmaco direttamente sul cuore del paziente, senza rischi e senza lunghe attese”.