Berlino, 24 febbraio 2026 – C’è un pezzo d’Italia tra i vincitori della Berlinale76: l’Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura è andato a Nina Roza, film scritto e diretto dalla canadese Geneviève Dulude-De Celles. Nel cast spicca la presenza dell’attrice italiana Chiara Caselli, mentre la coproduzione è firmata dalla romana UMI Films, guidata da Lorenzo Fiuzzi e Bardo Tarantelli. Ieri sera, al Berlinale Palast, la regista ha ricevuto il premio tra gli applausi, festeggiando il suo secondo riconoscimento in questo festival, dopo il Crystal Bear del 2019 per “Une Colonie”.
Un premio che parla italiano
La presenza italiana in questa Berlinale si è fatta sentire grazie a UMI Films, realtà romana che si occupa di produzione cinematografica e coproduzioni internazionali. “Siamo davvero orgogliosi di aver partecipato a un progetto così intenso e universale”, ha detto Lorenzo Fiuzzi a caldo, emozionato. Accanto a lui, Bardo Tarantelli ha sottolineato l’importanza di lavorare insieme oltre confine: “Solo unendo le forze si possono raccontare storie che superano barriere e lingue”.
Il film è frutto di una coproduzione tra Colonelle Films (Canada), Echo Bravo (Belgio), Ginger Light Films e Premiere Studio (Bulgaria), oltre a UMI Films dall’Italia. Nel cast, oltre a Chiara Caselli, attrice bolognese nota per i suoi ruoli in pellicole d’autore. Le riprese si sono svolte tra Montreal e diverse location europee, con una troupe internazionale che ha lavorato per mesi.
Silenzi e verità: la giuria spiega il premio
La giuria della Berlinale ha così motivato la scelta dell’Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura: “Per l’uso straordinario del silenzio e la sua onestà profonda e cruda. La scrittura non si limita a raccontare una storia, ma trova una verità che appartiene a tutti noi”. Parole che hanno emozionato la stessa Dulude-De Celles, salita sul palco con la voce rotta: “Scrivere Nina Roza è stato un viaggio dentro me stessa. Dedico questo premio a chi cerca la propria voce”.
Secondo la giuria, il film “racconta con delicatezza un percorso personale, usando parole che sono al tempo stesso intime e universali. Con uno sguardo brillante e sorprendente, l’autrice ci porta oltre i confini del tempo e dello spazio”. Un riconoscimento che premia non solo la scrittura, ma anche la capacità di parlare a un pubblico ampio e diverso.
UMI Films, un nome che cresce in Europa
Nata a Roma, UMI Films si è fatta notare negli ultimi anni per la sua attenzione ai nuovi talenti e alle storie in grado di superare i confini nazionali. Tra i suoi lavori recenti ci sono “Amusia” di Marescotti Ruspoli, premiato dal pubblico al Tallinn Black Nights Film Festival 2022, e “L’Infinito” di Umberto Contarello, scritto con Paolo Sorrentino. “Crediamo nelle storie che sanno emozionare senza cadere nella retorica”, ha spiegato Fiuzzi.
L’azienda ha appena finito le riprese di “Dark Vertigo” di Giancarlo Soldi e sta già lavorando a nuovi progetti. Tra questi c’è “Legitima” di Elisa Miller, coprodotto con la messicana Pimienta Films – già vincitrice dell’Oscar per “Roma” e “Emilia Pérez” – le cui riprese inizieranno ad aprile 2026. In programma anche il secondo lungometraggio di Ruspoli, previsto per il prossimo anno.
Berlinale76, il trionfo delle coproduzioni
Questa Berlinale si è distinta per la grande presenza di coproduzioni internazionali, segno di una sempre maggiore apertura del cinema europeo verso collaborazioni trasversali. “Oggi il cinema non può più essere solo nazionale”, ha commentato Chiara Caselli dietro le quinte. “Le storie viaggiano, cambiano lingua e trovano nuove case”.
Per l’Italia, il successo di Nina Roza è un segnale positivo: la capacità di inserirsi nei grandi circuiti internazionali senza perdere la propria identità. E mentre i riflettori si spengono sulla Potsdamer Platz, resta la soddisfazione di aver portato un pezzo di Roma – e di talento italiano – su uno dei palchi più importanti al mondo.
