Arezzo, 24 febbraio 2026 – Dal 9 al 12 maggio, Arezzo si prepara a tornare sotto i riflettori dell’oreficeria italiana con la nuova edizione di Oroarezzo. La fiera internazionale, organizzata da Italian Exhibition Group nel polo fieristico della città, punta a spingere il business verso i mercati esteri e a offrire alle imprese del settore strumenti concreti per affrontare un mondo in rapido cambiamento.
Oroarezzo 2026: export al centro e mercati da conquistare
Questa edizione arriva in un momento di grandi cambiamenti per l’export italiano di oreficeria e gioielleria. I dati raccolti tra il 2024 e il 2025 mostrano un aumento del peso dell’Unione europea, degli Emirati Arabi Uniti e della Svizzera tra le principali destinazioni. Nel frattempo, la domanda dalla Turchia – che resta comunque il primo mercato per il made in Italy – si è praticamente dimezzata. Gli Stati Uniti tengono saldo il loro ruolo, ma la mappa delle esportazioni si fa più complessa.
“I mercati cambiano, ma l’interesse per l’oreficeria e la gioielleria italiane non cala”, spiega Matteo Farsura, responsabile delle fiere orafe di IEG. “Con Ice Agenzia stiamo lavorando per portare una delegazione di buyer di alto livello, puntando sia su mercati tradizionali come gli Stati Uniti, fondamentali per le aziende aretine, sia su quelli più dinamici e emergenti, come Polonia, Canada e Cina”.
Buyer stranieri e occasioni di incontro
Per il 2026, IEG e Ice Agenzia vogliono superare il rapporto uno a uno tra buyer invitati ed espositori. L’obiettivo è chiaro: mettere le aziende italiane faccia a faccia con operatori provenienti dai mercati più importanti. In particolare, si rafforzerà la presenza di buyer dagli Stati Uniti e dagli Emirati Arabi Uniti, senza dimenticare l’Europa e una selezione mirata dall’Asia, con occhi puntati su Giappone e Cina.
Non mancheranno i momenti per fare rete: il giorno dell’apertura si terrà il tradizionale aperitivo al Palazzo della Fraternita dei Laici, proprio nel centro di Arezzo. Sarà un’occasione per mostrare agli ospiti internazionali non solo le eccellenze produttive, ma anche il ricco patrimonio culturale della città.
Congresso internazionale: geopolitica e nuove strade per crescere
La grande novità di quest’anno è il congresso internazionale, in programma lunedì 11 maggio, dal titolo “Mercati globali, scenari geopolitici e strumenti concreti per la crescita delle imprese”. Al centro del dibattito ci saranno le opportunità create dall’accordo di libero scambio firmato il 27 gennaio a Nuova Delhi tra Unione europea e India, che punta a cancellare gradualmente i dazi doganali.
Si parlerà anche dei grandi marchi tra Francia e Svizzera, della riorganizzazione delle catene di approvvigionamento tra Stati Uniti e Canada, e delle possibilità offerte dall’Africa per entrare nel settore orafo-gioielliero. “Non possiamo aspettare che il cambiamento arrivi da solo, dobbiamo costruirlo insieme”, sottolinea Farsura.
Istituzioni in campo e ricadute sul territorio
La manifestazione coinvolge in prima persona le principali realtà istituzionali e associative: dalla Camera di Commercio di Arezzo e Siena al Comune di Arezzo, dalla Consulta Orafa alle associazioni di categoria come Confindustria Federorafi Toscana Sud, Cna Orafi, Federpreziosi Confcommercio, fino ad Afemo, l’associazione dei fabbricanti esportatori di macchine per oreficeria.
Nel 2025, erano stati oltre 370 gli espositori e circa 400 i buyer ospitati, grazie alla collaborazione con Ice Agenzia. Quest’anno le aspettative sono ancora più alte. “Vogliamo superare questi numeri”, confida uno degli organizzatori. Particolare attenzione sarà dedicata ai mercati dell’area Mercosur, con delegazioni da Brasile, Messico e Panama, a dimostrazione della volontà di allargare gli orizzonti dell’export italiano.
Oroarezzo, laboratorio di idee per il futuro dell’oreficeria
Oroarezzo si conferma quindi non solo come vetrina commerciale, ma anche come spazio dove idee e strategie si incontrano per affrontare le sfide del mercato globale. “Il nostro lavoro non si limita a mettere in contatto domanda e offerta”, ribadisce Farsura. “Crediamo che le imprese debbano affrontare le difficoltà di oggi anche condividendo dati e analisi”.
In un momento segnato da incertezze geopolitiche e nuove occasioni di business, la fiera di Arezzo vuole dare alle aziende gli strumenti per crescere. Solo così – tra incontri, confronti istituzionali e momenti di scambio – si potrà rafforzare il ruolo dell’oreficeria italiana nel mondo.
