Roma, 24 febbraio 2026 – Dietro le dirette su YouTube di alcuni tra i più seguiti streamer italiani si nasconde un mercato da milioni di euro, che sta attirando l’attenzione della magistratura. Lo rivela un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, che ricostruisce il caso di Spike, youtuber nato a Isernia ma residente a Malta, al centro di un sistema che lega la promozione di siti di scommesse illegali a guadagni notevoli.
Streamer, affiliazioni e soldi veri
Ogni pomeriggio, Spike si collega dalla sua postazione a Malta. Di fronte a migliaia di spettatori, parla di casinò online, offerte e strategie per tentare la fortuna. Nelle chat spuntano nomi come My Empire, Frumzi, Neon54 e Posido: piattaforme senza licenza italiana, collegate a Soft2Bet, una società europea leader nel gioco d’azzardo. “Qui si vince davvero”, ha detto Spike in una delle sue dirette più seguite, mentre mostrava i link promozionali.
Il sistema è semplice. Ogni volta che qualcuno si registra attraverso i link dello streamer, la società guadagna una commissione fissa – circa 100 euro per ogni nuovo giocatore, dicono le fonti dell’inchiesta. Ma il vero incasso arriva dopo: gli affiliati trattengono tra il 45 e il 60% delle perdite generate dagli utenti portati sulle piattaforme. Così, la promozione diventa una fonte di reddito stabile, spesso superiore alle entrate pubblicitarie classiche.
Un fenomeno che va oltre i confini
Spike non è un caso isolato. L’inchiesta, realizzata con Investigate Europe, mostra che lo stesso meccanismo si ripete in altri Paesi europei. In Spagna, per esempio, lo streamer Llobeti4 – con oltre 2 milioni di follower – pubblicizza casinò online allo stesso modo. In Grecia, il rapper Snik è finito sotto la lente per le sue collaborazioni con siti di scommesse. In Italia, oltre a Spike, anche TonyTubo (400mila iscritti su YouTube) è stato segnalato per attività simili.
“È un sistema che si alimenta da solo”, spiega un esperto contattato da alanews.it. “Più gli streamer diventano popolari, più utenti vengono indirizzati verso siti non autorizzati”. Ma le autorità faticano a stare al passo con queste nuove forme di promozione digitale.
Agcom e le sanzioni: una battaglia legale
In Italia, la pubblicità del gioco d’azzardo è vietata dal decreto Dignità del 2018, che proibisce ogni forma di promozione, diretta o indiretta. Nonostante questo, Spike è stato multato dall’Agcom due volte: nel 2022 e nel 2024, per un totale di 2 milioni di euro. Lo streamer ha fatto ricorso e ora si attende la decisione della Corte costituzionale italiana e della Corte di giustizia europea sulla proporzione delle multe rispetto ai suoi guadagni.
Intanto, gli investigatori hanno scoperto che la società multata dall’Agcom sarebbe passata di mano, ora intestata a una donna residente in Montenegro. Un cambio che rende più difficili i controlli e rischia di vanificare gli sforzi delle autorità italiane.
Dibattito acceso tra pubblico e addetti ai lavori
La vicenda ha scatenato reazioni contrastanti. Alcuni fan difendono gli streamer: “Ognuno è libero di scegliere dove giocare”, si legge spesso nei commenti sotto le dirette. Altri invece chiedono regole più chiare e controlli più severi sulle piattaforme digitali. “Non si può lasciare ai social la responsabilità di fare da polizia”, ha detto un rappresentante dell’Associazione Giocatori Responsabili.
YouTube ha iniziato a rivedere le sue regole sui contenuti legati al gioco d’azzardo. Ma, secondo fonti interne, il controllo è ancora complicato: “I video vengono tolti solo dopo segnalazioni specifiche”, ha ammesso un portavoce della piattaforma.
Un futuro incerto e in continua evoluzione
Le dirette streaming legate al gioco d’azzardo continuano a crescere, spinte dalla popolarità dei creator e dalla facilità con cui i contenuti superano i confini nazionali. Le autorità italiane e europee si trovano di fronte a una sfida nuova: trovare un equilibrio tra libertà d’espressione e tutela dei consumatori. Solo così si potrà capire se le regole attuali bastano a proteggere i più fragili dal rischio del gioco illegale online.
