Caso David Rossi: la nuova perizia svela dettagli choc e ipotizza una lotta prima della morte

Caso David Rossi: la nuova perizia svela dettagli choc e ipotizza una lotta prima della morte

Caso David Rossi: la nuova perizia svela dettagli choc e ipotizza una lotta prima della morte

Matteo Rigamonti

Febbraio 25, 2026

Siena, 25 febbraio 2026 – Una nuova perizia medico-legale, consegnata oggi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, mette da parte l’ipotesi del suicidio. Rossi, capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, precipitò dalla finestra del suo ufficio la sera del 6 marzo 2013. Secondo i consulenti della Commissione, il medico legale Robbi Manghi e il tenente del Ris Adolfo Gregori, le ferite sul volto del manager non combacerebbero con una semplice caduta, ma piuttosto con una pressione violenta esercitata da altre persone contro la sbarra di sicurezza o il telaio della finestra.

David Rossi: nuove prove mettono in discussione la dinamica della morte

Questa mattina, a Montecitorio, durante un’audizione durata più di due ore, sono venuti fuori dettagli che cambiano completamente il quadro dell’indagine. Le foto scattate la notte della tragedia sono state riesaminate: secondo i periti, i tagli sul labbro e sul naso di Rossi sono causati da una forte pressione contro i fili antipiccione e la sbarra metallica della finestra. Le piccole ferite puntiformi, invece, sarebbero dovute ai terminali metallici di quei fili. “Non sono segni fermi”, ha spiegato Manghi ai commissari, “ma ferite legate a una lotta in movimento”.

Periti senza dubbi: “Il suicidio è quasi impossibile”

Il dibattito in aula si è acceso quando il deputato Andrea Rossi ha chiesto se queste prove potessero ancora far pensare al suicidio. Manghi è stato chiaro: “Perché fosse suicidio, Rossi dovrebbe aver appoggiato volontariamente il volto su un oggetto. Lo trovo davvero improbabile”. Anche il tenente Gregori ha ribadito che la causa delle ferite – e della rottura dell’orologio – non può essere il perno della finestra, come si era ipotizzato all’inizio. “Non c’è nulla che faccia pensare a un contatto accidentale”, ha aggiunto Gregori.

Una lotta prima della caduta? L’ipotesi prende forza

La Commissione ha poi approfondito cosa potrebbe essere successo poco prima della caduta. Manghi ha sottolineato che un colpo alla tempia può far perdere i sensi. “Un colpo così basta a far cadere una persona”, ha detto, lasciando intendere che Rossi potrebbe essere stato colpito o bloccato prima di precipitare. Un dettaglio chiave riguarda anche la posizione del corpo durante la caduta: secondo Manghi, la postura piegata di Rossi è “di sicuro frutto di una forte presa al braccio”. Un punto che gli esperti considerano “uno dei nostri elementi più forti e nuovi” nella perizia.

Reazioni e prossimi passi: l’inchiesta si riaccende

La nuova perizia ha scosso subito la Commissione e i familiari di Rossi, presenti in aula. La moglie, Antonella Tognazzi, è uscita in silenzio, visibilmente scossa. Alcuni parlamentari hanno chiesto di sentire di nuovo i testimoni chiave. “Questo documento apre nuovi scenari”, ha commentato il presidente della Commissione, Pierluigi Castagnetti, “e chiede un approfondimento ulteriore”.

Fonti vicine all’inchiesta dicono che nei prossimi giorni gli atti saranno inviati alla Procura di Siena per valutare il da farsi. Non si esclude la riapertura formale delle indagini per omicidio. Intanto, la città resta in attesa: davanti alla storica sede di Mps in via Salimbeni, alcuni cittadini si sono fermati a leggere le ultime notizie sui bar. “Non abbiamo mai creduto al suicidio”, ha confidato un ex collega di Rossi, “forse ora avremo risposte”.

A tredici anni dalla morte del manager, la verità è ancora lontana. Ma questa nuova perizia riaccende la speranza di chi vuole giustizia e chiarezza su uno dei casi più discussi degli ultimi anni a Monte dei Paschi e a Siena.