Milano, 25 febbraio 2026 – L’Inter saluta l’Europa League con un pizzico di rimpianto, dopo la sconfitta di ieri sera a San Siro contro il Bodo/Glimt. A parlare subito dopo il fischio finale è stato Nicolò Barella, che ha provato a mettere a fuoco cosa non ha funzionato e dove si è decisa la partita. “Loro non ci hanno messo davvero in difficoltà, ma abbiamo preso gol su un errore individuale. Queste cose capitano nel calcio, oggi è toccato a Akanji, ma altre volte è successo anche a me”, ha detto il centrocampista nerazzurro ai microfoni di Sky Sport.
L’errore che pesa e il muro del gol
Per Barella, la vera difficoltà della serata è stata proprio riuscire a segnare. “La cosa più difficile oggi era sbloccare il risultato”, ha spiegato, sottolineando come la squadra abbia faticato a trovare spazi contro un avversario ben messo in campo. Il gol subito, nato da una disattenzione di Akanji, ha indirizzato la partita. “Succede, oggi è capitato a lui, altre volte è successo a me”, ha aggiunto, come a voler proteggere il compagno da critiche troppo dure.
Il Bodo/Glimt merita il passaggio del turno
Nonostante il rammarico per l’eliminazione, Barella ha riconosciuto i meriti degli avversari. “Complimenti al Bodo, ha vinto due volte contro di noi e ha meritato di andare avanti”, ha detto senza mezzi termini. La squadra norvegese, già vincente all’andata, si è confermata anche a Milano, dimostrando solidità e precisione nel sfruttare le occasioni. Un dato che pesa: l’Inter non è mai riuscita a segnare davanti al proprio pubblico, in una serata che avrebbe dovuto essere di riscatto.
Delusione e voglia di rialzarsi
In casa Inter, la delusione è evidente. “La delusione c’è, perché come abbiamo sempre detto vogliamo lottare su tutti i fronti”, ha confidato Barella. Il centrocampista ha ribadito che la squadra aveva preparato la partita con l’obiettivo di passare il turno. Eppure qualcosa non ha girato: “Ci abbiamo provato, ma loro sono stati più bravi”. Parole chiare che raccontano lo stato d’animo nello spogliatoio nerazzurro dopo il fischio finale.
Gli episodi che pesano: il rigore al novantesimo
Barella non ha nascosto un po’ di rammarico per alcuni momenti decisivi di questa avventura europea. “Succede, quando ti fischiano contro un rigore al novantesimo nella fase a gironi, perdi un punto e finisci ai playoff”, ha ricordato il numero 23 nerazzurro. Un chiaro riferimento alla partita contro il Porto, quando un penalty negli ultimi minuti aveva complicato la classifica del girone. Da quel momento la strada si è fatta in salita: niente qualificazione diretta agli ottavi, ma passaggio obbligato dai playoff – dove poi l’Inter è stata fermata.
Scudetto nel mirino: “È il nostro obiettivo dall’inizio”
Chiusa la parentesi europea, ora si guarda al campionato, che resta il grande traguardo stagionale. Barella lo dice senza giri di parole: “Lo scudetto? È un nostro obiettivo da inizio anno, non solo ora che siamo a più dieci”. L’Inter guida la Serie A con un vantaggio importante sulla seconda, ma i dieci punti di margine non devono far abbassare la guardia. La squadra di Inzaghi dovrà concentrarsi sulle ultime tredici giornate per difendere il primato e riportare il titolo a Milano.
Facce serie e poche parole: ora serve reagire
All’uscita dagli spogliatoi, volti tirati e poche parole tra i giocatori nerazzurri. Qualcuno si ferma a salutare i tifosi fuori dal Meazza – sono le 23:10 quando i pullman lasciano lo stadio – altri salgono subito a bordo. “Ci rifaremo”, mormora un membro dello staff tecnico. La stagione non è finita qui: l’Inter dovrà dimostrare di saper reagire anche alle serate più amare. Solo allora si capirà se questa eliminazione sarà stata una semplice parentesi o qualcosa di più pesante.
