San Daniele del Friuli, 25 febbraio 2026 – Il prosciutto di San Daniele Dop ha chiuso il 2025 con un balzo del 6% nell’export, rafforzando la sua presenza sui mercati esteri più importanti. Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha fatto sapere che nell’ultimo anno sono stati esportati circa 460 mila prosciutti, pari al 18% del totale delle vendite. Un segnale chiaro della vitalità del settore e della sua capacità di tenere il passo con i cambiamenti globali, dicono i produttori friulani.
Francia e Stati Uniti: i motori dell’export
Secondo i dati del Consorzio, Francia e Stati Uniti restano i mercati chiave, con una quota ciascuno del 23% dell’export totale. In particolare, negli Stati Uniti l’aumento è stato netto, con un +20% rispetto al 2024. “Negli Usa il San Daniele va molto bene – spiega Nicola Martelli, presidente del Consorzio – anche perché l’introduzione dei dazi ha spinto le vendite a salire prima che entrassero in vigore nella seconda metà dell’anno”. Un dettaglio che ha influenzato le dinamiche degli ultimi mesi, secondo gli operatori.
Germania e Regno Unito: ripresa e crescita
La Germania è il terzo mercato per dimensioni, con il 12% dell’export e un aumento del 15% nei volumi. Gli esperti vedono in questo dato la conferma dell’interesse crescente dei consumatori tedeschi per i prodotti Dop italiani. Ma la vera sorpresa arriva dal Regno Unito: qui l’export di San Daniele è salito del 37%, recuperando terreno dopo le difficoltà legate alla Brexit. “Abbiamo visto una ripresa delle quote di mercato – racconta un operatore friulano – segno che il prodotto è tornato ad essere apprezzato anche oltre Manica”.
Nuovi mercati europei in forte crescita
Non solo i mercati tradizionali: il prosciutto di San Daniele ha fatto registrare ottimi risultati anche nei Paesi Bassi (+49%) e in Polonia (+83%). Numeri che mostrano una strategia chiara di espansione verso nuove aree di consumo in Europa. “Negli ultimi anni abbiamo puntato molto sulla promozione nei Paesi dell’Est e nel Benelux – spiega un responsabile commerciale del Consorzio – e finalmente si vedono i frutti”. Per chi lavora nel settore, questi mercati sono una leva fondamentale per crescere ancora.
Australia e Brasile: qualche difficoltà
Non mancano però segnali meno positivi. In Australia e in Brasile si registrano cali, dovuti a esportazioni instabili e a mercati locali in contrazione. “Sono mercati complessi – ammette Martelli – dove le condizioni economiche interne e le barriere commerciali pesano parecchio sulle esportazioni”. Il Consorzio segue la situazione con attenzione e sta valutando come recuperare terreno nei prossimi mesi.
Export: equilibrio tra Europa e resto del mondo
La distribuzione dell’export vede oggi un equilibrio quasi perfetto tra Paesi dell’Unione Europea e mercati extra Ue: il 52% delle esportazioni va all’Europa, il 48% al di fuori. Quest’ultima quota è cresciuta di tre punti percentuali rispetto a cinque anni fa. “Questo dimostra – conclude Martelli – quanto il nostro prodotto sia riconosciuto e apprezzato a livello internazionale”.
Il 2025 si chiude quindi con un bilancio positivo per il prosciutto di San Daniele Dop, che consolida il suo ruolo sui mercati globali nonostante alcune difficoltà. La sfida adesso è mantenere questi risultati e continuare a puntare su qualità e innovazione, i segni distintivi di questa eccellenza friulana.
