Bolzano, 25 febbraio 2026 – Il caso del cuore trapiantato e danneggiato, destinato al piccolo Domenico Caliendo e partito da Bolzano, continua a scuotere la sanità italiana. Oggi la madre di Domenico, Patrizia Mercolino, si è presentata in procura a Napoli con un nuovo audio: una registrazione della conversazione avuta con il cardiochirurgo che il 23 dicembre scorso ha impiantato quel cuore, poi risultato compromesso. Un gesto che aggiunge un nuovo capitolo all’inchiesta, già segnata da tensioni tra i medici di Bolzano e Napoli.
Cuore danneggiato: le criticità segnalate da Bolzano
Il 18 febbraio scorso, il Dipartimento di Prevenzione sanitaria della provincia autonoma di Bolzano ha inviato una relazione al Ministero della Salute. Nel documento si evidenziano “significative criticità operative” durante l’espianto del cuore, donato da un bambino di 4 anni e destinato a Domenico. I medici altoatesini puntano il dito contro il team di Napoli: contestano la procedura usata, la mancanza di materiali adeguati — in particolare il refrigerante — e una gestione incerta dell’anticoagulante eparina.
“Abbiamo trovato anomalie nella catena del freddo e nella preparazione dell’organo”, si legge nel rapporto. Secondo fonti locali, proprio questo passaggio avrebbe messo in luce possibili errori nella fase più delicata, quella del trasferimento. Il cuore sarebbe arrivato a Napoli già danneggiato, questa è la posizione del team di Bolzano.
L’audio consegnato in procura: una nuova pista nell’inchiesta
Questa mattina, poco dopo le 10, Patrizia Mercolino si è presentata davanti alla procura di Napoli. In mano aveva una chiavetta usb con la registrazione della sua conversazione con il cardiochirurgo che ha operato Domenico. Il file è stato affidato al sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, che conduce l’indagine. Sono sette i sanitari indagati per omicidio colposo in concorso.
“Voglio solo sapere la verità per mio figlio”, ha detto la donna ai giornalisti davanti al palazzo di giustizia. Dalle prime indiscrezioni, l’audio conterrebbe dettagli sulle condizioni del cuore al momento dell’impianto e sulle difficoltà incontrate durante l’intervento. Un elemento che potrebbe rivelarsi decisivo per chiarire cosa è davvero successo.
Indagini tecniche sui cellulari: la caccia alle comunicazioni
Giovedì 26 febbraio, la procura affiderà a due ingegneri il compito di analizzare i cellulari sequestrati ai sette indagati. L’obiettivo è ricostruire le comunicazioni nelle ore cruciali, dall’espianto a Bolzano fino all’arrivo dell’organo all’ospedale Monaldi di Napoli. Gli investigatori vogliono capire se ci sono stati errori o mancanze di coordinamento tra i diversi team.
Secondo fonti giudiziarie, i dati estratti potrebbero fornire una cronologia precisa degli eventi e delle decisioni prese. Solo così, spiegano gli inquirenti, si potrà capire con certezza dove si è inceppato il sistema.
I Nas di Trento puntano il dito su ghiaccio secco e personale presente
Nel frattempo, i Nas di Trento continuano a lavorare e hanno chiesto alla direzione sanitaria dell’Alto Adige due cose precise: chi ha fornito il ghiaccio secco usato per conservare il cuore? E chi era presente in sala operatoria la mattina del 23 dicembre 2025?
I carabinieri vogliono identificare “gli addetti all’Officina ospedaliera, in particolare chi si occupava del ghiaccio”, e anche “gli operatori sanitari in servizio in sala operatoria”. Non è un dettaglio da poco: secondo le prime ricostruzioni, proprio il ghiaccio secco potrebbe aver danneggiato l’organo.
Un caso che divide medici e comunità scientifica
Il caso ha acceso un duro scontro tra le equipe delle due regioni. Da una parte, i medici di Bolzano difendono le procedure adottate fino alla consegna dell’organo. Dall’altra, i colleghi di Napoli respingono le accuse e aspettano gli esiti degli accertamenti. “Non ci sono colpevoli finché non si dimostra il contrario”, ha detto uno degli avvocati degli indagati.
Intanto la comunità scientifica segue con attenzione. In gioco non c’è solo la verità sulla morte di Domenico, ma anche la fiducia nel sistema dei trapianti in Italia. Per una madre che cerca giustizia, ogni dettaglio conta.
