Parigi, 25 febbraio 2026 – Lily Collins sarà la nuova Audrey Hepburn sul grande schermo, in un film che racconta la nascita di uno dei capolavori del cinema: Colazione da Tiffany. La notizia è stata confermata nelle ultime ore da fonti vicine alla produzione e segna un passo quasi naturale per l’attrice britannica, spesso paragonata alla diva scomparsa nel 1993 per stile e presenza. Il progetto, ancora senza titolo ufficiale, nasce dal libro di Sam Wasson, “Colazione con Audrey. La diva, lo scrittore e il film che crearono la donna moderna”, edito in Italia da Rizzoli. A firmare la sceneggiatura sarà Alena Smith, già creatrice della serie Apple “Dickinson”.
Il film che svela il dietro le quinte di un’icona
Non si tratta di un semplice biopic. Al centro della storia c’è la lunga e complessa lavorazione di Breakfast at Tiffany’s, uscito nel 1961 e diventato un punto di riferimento per moda, cinema e cultura pop. Secondo Hollywood Reporter, la sceneggiatura racconterà le tensioni, le sfide e le dinamiche tra i protagonisti durante la pre-produzione e le riprese. Non solo Audrey Hepburn: tra i personaggi principali ci saranno anche Truman Capote, autore del romanzo da cui è tratto il film, la costumista Edith Head e il regista Blake Edwards.
Lily Collins, da “Emily in Paris” a Holly Golightly
Per Lily Collins, che a marzo compirà 36 anni, il paragone con Audrey Hepburn è una costante sin dagli esordi, soprattutto grazie alla serie Netflix “Emily in Paris”. Capelli raccolti, frangia netta, look bon ton: i fan hanno notato subito le somiglianze. “Audrey è sempre stata una fonte di ispirazione, ma interpretarla è una grande responsabilità”, ha raccontato l’attrice in una recente intervista. Collins non sarà solo protagonista, ma anche coproduttrice con la sua Case Study Films, insieme a Imagine Entertainment e a nomi importanti di Hollywood come Brian Grazer e Jeb Brody.
Dietro le quinte: una squadra internazionale
La produzione si muove tra Los Angeles e Londra. Oltre a Collins e Imagine Entertainment, tra i produttori ci sono anche Scott LaStaiti, Justin Wilkes e Marc Gilbar, quest’ultimo produttore esecutivo insieme a Sam Wasson e Brandon Millan per Felix Farmer Productions. La supervisione dello sviluppo è affidata a Joyce Choi di Imagine. Un gruppo ampio e determinato a restituire non solo la magia del set, ma anche le tensioni creative che hanno portato alla nascita di un film simbolo di emancipazione femminile.
Il libro di Wasson: tra mito e realtà
La sceneggiatura prende vita da un libro che ha già acceso discussioni tra critici e appassionati. Wasson ricostruisce con dettagli la genesi di “Colazione da Tiffany”, soffermandosi sulle relazioni tra Hepburn e Capote — che inizialmente non vedeva di buon occhio la scelta dell’attrice per Holly Golightly — e sulle intuizioni della costumista Edith Head. “È stato un momento che ha segnato il cinema, la moda e la cultura popolare”, si legge nella prefazione. Il libro, uscito per Rizzoli in Italia, ha contribuito a riaccendere l’interesse per un film che ancora oggi ispira designer e registi.
Tra entusiasmo e scetticismo
L’annuncio ha subito acceso il dibattito sui social. C’è chi applaude la scelta di Lily Collins — “Era ora che qualcuno raccontasse il dietro le quinte di quel capolavoro”, scrive un utente su X — e chi teme il confronto con l’originale. Ancora nessuna data di uscita, ma fonti interne dicono che la produzione dovrebbe partire entro l’autunno. “Vogliamo rendere omaggio a una donna che ha cambiato il modo di rappresentare le donne al cinema”, ha spiegato uno dei produttori.
Il film si inserisce in un filone sempre più ricco di biopic sulle icone del Novecento. Ma in questo caso la sfida è doppia: raccontare non solo una donna, ma anche l’alchimia unica che ha trasformato una storia in leggenda.
