Roma, 25 febbraio 2026 – Il prezzo del gasolio ha toccato oggi il picco più alto dell’ultimo anno, arrivando a 1,714 euro al litro in modalità self service. Un livello che non si vedeva dal 6 marzo 2025 e che, secondo gli addetti ai lavori, rispecchia sia le dinamiche di mercato sia le recenti modifiche fiscali varate dal governo. L’aumento dell’accisa sul diesel, entrato in vigore il primo gennaio, pesa infatti per cinque centesimi su ogni litro. Una misura pensata dall’esecutivo per tagliare quello che viene definito il “sussidio ambientalmente dannoso” e per riequilibrare le tasse tra gasolio e benzina.
Accise al rialzo: perché il diesel costa di più
Dietro l’aumento dell’accisa sul gasolio – spiegano fonti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – c’è anche una riduzione corrispondente dell’imposta sulla benzina. L’obiettivo? Eliminare il vantaggio fiscale che fino a oggi ha favorito il diesel rispetto alla verde. “Era una distorsione che ormai non aveva più senso, soprattutto alla luce degli impegni ambientali”, ha detto un funzionario ministeriale. Ma l’operazione non è indolore per le casse dello Stato: secondo le stime, il gettito in più sarà di circa 600 milioni di euro solo nel 2026.
Prezzi in salita su tutta la rete
I dati raccolti da Staffetta Quotidiana e diffusi dall’Osservatorio prezzi del ministero mostrano un rialzo generalizzato, sia per la benzina che per il gasolio. Alle 8 di ieri mattina, su un campione di circa 20mila impianti, la benzina self service era a 1,665 euro al litro, in aumento di 3 millesimi rispetto al giorno prima. Le compagnie praticano un prezzo medio di 1,674 euro, mentre le “pompe bianche” – i distributori indipendenti – si fermano a 1,648 euro.
Il diesel self service segna invece 1,714 euro al litro, con un aumento di 4 millesimi. Anche qui c’è differenza tra compagnie (1,724 euro) e pompe bianche (1,694 euro). Chi sceglie il servizio servito paga di più: la benzina arriva a 1,805 euro al litro, il diesel a 1,852 euro. Le compagnie vendono rispettivamente a 1,851 e 1,899 euro, mentre le pompe bianche restano più economiche (1,718 e 1,761 euro).
GPL e metano: prezzi stabili, ma occhio ai dettagli
Sul fronte dei carburanti alternativi, la situazione è più tranquilla. Il GPL servito si mantiene a 0,688 euro al litro, con un leggero calo di un millesimo, e differenze tra compagnie (0,699) e pompe bianche (0,677). Il metano servito resta stabile a 1,406 euro al chilo, mentre il GNL cala un po’, a 1,231 euro al chilo (-2 millesimi). Anche qui, le compagnie propongono prezzi leggermente più alti rispetto agli operatori indipendenti.
In autostrada si paga di più
Chi fa rifornimento in autostrada deve mettere mano al portafogli ancora di più. La benzina self service arriva a 1,769 euro al litro, mentre il servito schizza a 2,029 euro. Il gasolio self service si attesta a 1,816 euro, con il servito che sfiora i 2,075 euro al litro. Il GPL sale a 0,828 euro, il metano a 1,463 euro al chilo, e il GNL a 1,321 euro.
Reazioni tra automobilisti e operatori
L’aumento dei prezzi non è passato inosservato. “Ogni pieno pesa sempre di più”, ha detto ieri mattina un automobilista in fila a un distributore sulla via Salaria. Le associazioni dei consumatori chiedono interventi per frenare i rincari. Dall’altra parte, gli operatori sottolineano che ormai la parte fiscale è quella che incide maggiormente sul prezzo finale. “Noi possiamo fare poco, interveniamo solo su una piccola parte”, ha spiegato un gestore romano.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Gli esperti del settore avvertono: la tendenza al rialzo potrebbe continuare nelle settimane a venire. Molto dipenderà dall’andamento delle quotazioni internazionali e da eventuali nuove misure fiscali. Intanto, per chi viaggia ogni giorno – pendolari e autotrasportatori in testa – il costo del carburante resta un peso sempre più difficile da sostenere. La discussione sulle accise, insomma, è destinata a tenere banco ancora a lungo.
