Roma, 25 febbraio 2026 – Ieri sera, al Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il nuovo decreto sicurezza, mettendo fine a settimane di attesa e discussioni negli ambienti istituzionali. La notizia è trapelata poco dopo le 20 da fonti vicine al Colle ed è stata subito confermata dagli uffici della Presidenza. Una firma che arriva in un momento delicato per il governo e che segna un passaggio importante nel confronto su come gestire ordine pubblico e immigrazione.
Decreto sicurezza, cosa cambia e le reazioni politiche
Il decreto, approvato dal Consiglio dei ministri il 15 febbraio scorso, contiene diverse novità su immigrazione, manifestazioni pubbliche e rafforzamento delle forze dell’ordine. Tra le misure più significative, il Ministero dell’Interno segnala l’inasprimento delle pene per chi partecipa o organizza cortei non autorizzati e nuove regole per l’accoglienza dei migranti. Sono previsti anche fondi extra per dotare la polizia di nuovi mezzi e tecnologie.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Dal Partito Democratico, la segretaria Elly Schlein ha espresso preoccupazione: “Un testo che rischia di comprimere i diritti fondamentali”. Dall’altro lato, Matteo Salvini, leader della Lega, ha definito la firma di Mattarella “un segnale di responsabilità istituzionale”. In serata, anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato: “Ringrazio il Capo dello Stato per aver dato seguito a un provvedimento necessario per la sicurezza dei cittadini”.
Il percorso difficile del decreto
Il cammino del decreto non è stato semplice. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri, il testo è finito sotto la lente dell’Ufficio legislativo del Quirinale, che ha chiesto chiarimenti su alcuni punti, in particolare sulle procedure di espulsione e sui limiti alle manifestazioni pubbliche. Negli ultimi due giorni, fonti parlamentari raccontano di una serie di contatti serrati tra il Colle e Palazzo Chigi per risolvere le questioni più spinose.
Solo ieri mattina è arrivata la versione definitiva, rivista secondo le indicazioni della Presidenza della Repubblica. “Abbiamo lavorato fino all’ultimo per garantire che tutto fosse in linea con la Costituzione”, ha spiegato un funzionario del Ministero dell’Interno. Un iter più lungo rispetto ad altri decreti, a sottolineare la delicatezza politica e giuridica del dossier.
Cittadini e migranti: cosa cambia concretamente
La relazione tecnica allegata al decreto spiega che le nuove regole avranno effetti immediati. Per i cittadini, tra le novità più importanti ci sono sanzioni più pesanti per chi partecipa a manifestazioni non autorizzate, con multe fino a 10mila euro e possibili misure restrittive. Sul fronte immigrazione, il decreto accelera le procedure di identificazione e espulsione degli irregolari e introduce una stretta sulle condizioni di permanenza nei centri di accoglienza.
Le associazioni umanitarie hanno subito espresso dubbi e preoccupazioni. “Temiamo che queste misure limitino il diritto d’asilo e aggravino la marginalizzazione dei più vulnerabili”, ha detto Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR in Italia. Dall’altra parte, i sindacati di polizia hanno accolto con favore i nuovi finanziamenti. “Finalmente risorse concrete per la sicurezza sul territorio”, ha commentato Felice Romano, segretario del Siulp.
Il ruolo del Quirinale e i prossimi passaggi
La firma di Mattarella arriva dopo giorni di riflessioni e confronti serrati. Secondo fonti vicine al Colle, il presidente ha voluto essere sicuro che il decreto rispettasse i principi della Costituzione prima di apporre la sua firma. Solo così, in tarda serata, è arrivato il via libera definitivo.
Il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nelle prossime ore ed entrerà in vigore già da domani. Il Parlamento avrà sessanta giorni per convertirlo in legge, con la possibilità di modifiche durante l’iter. Intanto a Montecitorio si parla già degli emendamenti che le opposizioni potrebbero presentare.
Nel frattempo, in piazza Santi Apostoli, intorno alle 21, piccoli gruppi di manifestanti hanno acceso candele in una protesta silenziosa. Un’immagine che mostra bene la tensione che circonda un provvedimento destinato a tenere banco nel dibattito politico per le prossime settimane.
