Tragedia nel Veronese: crollo di una palazzina, un morto e tre salvi – guarda il video

Tragedia nel Veronese: crollo di una palazzina, un morto e tre salvi – guarda il video

Tragedia nel Veronese: crollo di una palazzina, un morto e tre salvi – guarda il video

Matteo Rigamonti

Febbraio 25, 2026

Verona, 25 febbraio 2026 – Una tragedia ha colpito questa mattina Negrar di Valpolicella, nel cuore del Veronese: un uomo è morto e altre tre persone sono rimaste ferite, fortunatamente fuori pericolo, dopo il crollo di una palazzina di tre piani. Il fatto è avvenuto intorno alle 7.30 in via Prun. Secondo i primi rilievi dei vigili del fuoco, tutto sarebbe partito dall’esplosione di una bombola di gas. Sul posto sono subito arrivati i soccorsi, con squadre Usar e unità cinofile che hanno scavato tra le macerie per ore.

Boom nella palazzina: il racconto dei soccorsi

La palazzina, nella frazione di Prun, aveva tre piani più una mansarda. L’esplosione ha colpito il primo piano poco dopo l’alba, facendo crollare tutto l’edificio. “Abbiamo sentito un boato tremendo, poi solo polvere e urla”, racconta un vicino, ancora sotto shock mentre guarda i pompieri al lavoro. I vigili del fuoco sono arrivati alle 7.40, seguiti subito dal 118 e dalle forze dell’ordine.

Dalle macerie sono stati tirati fuori vivi due uomini e una donna. Sono stati portati all’ospedale Borgo Trento di Verona, dove i medici dicono che stanno bene: “Controlli per traumi e inalazione di fumo, ma nessuno è in pericolo di vita”, spiegano al pronto soccorso.

Una vittima e le prime ipotesi sull’esplosione

Il corpo dell’uomo morto è stato recuperato solo in serata, dopo lunghe ore di lavoro tra i detriti. I carabinieri di Negrar confermano che si tratta di un residente della palazzina. “Abbiamo fatto tutto il possibile per salvarlo, ma la situazione era davvero difficile”, ammette uno dei soccorritori, visibilmente provato.

Le indagini si concentrano sulla presenza di una bombola di gas al piano terra. “Non escludiamo alcuna pista – dice il comandante provinciale dei vigili del fuoco – ma tutto fa pensare a una fuga di gas finita con l’esplosione”. I resti della bombola sono stati sequestrati e gli investigatori stanno ascoltando testimoni, sopravvissuti e vicini.

Il paese sotto choc: le voci dei testimoni

A Prun, un paese di poche centinaia di abitanti, la notizia si è diffusa in un attimo. Molti sono scesi in strada ancora in pigiama, increduli davanti a quella scena. “Sembrava un terremoto, la casa tremava tutta”, racconta una donna che abita a pochi passi dal luogo dell’esplosione. Il sindaco di Negrar, Roberto Grison, è arrivato sul posto poco dopo le 9: “Siamo vicini alle famiglie colpite – ha detto – e ringraziamo chi è intervenuto così in fretta”.

La zona è stata subito chiusa per permettere i rilievi e mettere in sicurezza l’area. Alcune famiglie delle case vicine sono state evacuate per precauzione. “Non sappiamo quando potremo tornare”, confida un giovane papà con la figlia in braccio.

Indagini aperte e interrogativi sulla sicurezza

Ora gli investigatori cercano di capire cosa abbia scatenato il crollo. Fonti dei vigili del fuoco assicurano che la palazzina non aveva segnalazioni di problemi strutturali. Resta però l’ipotesi della fuga di gas come causa più probabile. “Stiamo controllando gli impianti e verificando se ci sono state segnalazioni precedenti”, aggiunge il comandante dei carabinieri locali.

L’incidente riaccende il dibattito sulla sicurezza delle case nelle zone collinari del Veronese, dove molte abitazioni usano ancora bombole o impianti indipendenti per il riscaldamento. La procura di Verona ha aperto un fascicolo per chiarire eventuali responsabilità.

Nel tardo pomeriggio, mentre le ruspe continuavano a spostare le macerie e i tecnici lavoravano per mettere tutto in sicurezza, un gruppo di residenti si è fermato in silenzio davanti ai resti della palazzina. Un momento semplice, quasi spontaneo. Solo allora il paese ha cominciato a fare i conti con quello che è successo.