Ue approva la semplificazione della due diligence: cosa cambia per le imprese?

Ue approva la semplificazione della due diligence: cosa cambia per le imprese?

Ue approva la semplificazione della due diligence: cosa cambia per le imprese?

Giada Liguori

Febbraio 25, 2026

Bruxelles, 25 febbraio 2026 – I ministri dei Paesi dell’Unione Europea hanno dato oggi il via libera definitivo alla semplificazione delle direttive sugli obblighi di due diligence e sulla reportistica ambientale per le aziende. Si chiude così un lungo negoziato iniziato mesi fa tra Consiglio e Parlamento europeo. La decisione è arrivata durante il Consiglio Affari Generali, con la sola opposizione della Repubblica Ceca e l’astensione di Belgio, Bulgaria e Austria.

Meno burocrazia per le imprese, più respiro

Il nuovo pacchetto, chiamato ‘omnibus I’, punta a tagliare di molto il peso burocratico sulle imprese europee. Secondo le stime della Commissione Ue, la riforma porterà un risparmio di circa 5,7 miliardi di euro in costi amministrativi. Un funzionario europeo presente alla riunione ha definito il risultato “una svolta concreta per la competitività delle nostre aziende”. In pratica, circa l’85% delle imprese che prima sarebbero state coinvolte da queste regole pesanti ora saranno esentate dagli obblighi più gravosi.

Quando e come cambiano le regole

I testi ufficiali usciranno nei prossimi giorni sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. Da quel momento partiranno venti giorni prima che le nuove norme entrino in vigore. Poi ogni Stato membro avrà dodici mesi per adattare le proprie leggi. Fonti diplomatiche prevedono che tutto sarà pronto entro la primavera del 2027. “Vogliamo dare tempo alle amministrazioni e alle imprese per adeguarsi senza creare confusione o dubbi”, ha spiegato un rappresentante della presidenza di turno del Consiglio.

Le reazioni: tra dubbi e apprezzamenti

La decisione non è passata senza qualche frizione. La Repubblica Ceca ha votato contro, mentre Belgio, Bulgaria e Austria si sono astenuti. Da Praga fanno sapere: “Temiamo che questa semplificazione possa abbassare gli standard ambientali”. Dall’altra parte, le principali associazioni imprenditoriali europee hanno accolto con favore la riduzione degli oneri. “Finalmente un passo avanti atteso da tempo”, ha commentato Markus Beyrer, direttore generale di BusinessEurope. “Le imprese potranno concentrarsi su innovazione e crescita, senza essere soffocate dalla burocrazia”.

Cosa cambia davvero la riforma

Il pacchetto ‘omnibus I’ interviene su diverse direttive che riguardano la due diligence aziendale e la reportistica ambientale, settori che negli ultimi anni avevano visto un aumento delle scartoffie da gestire. La Commissione vuole raggiungere due obiettivi: mantenere alta la trasparenza e la responsabilità, ma senza appesantire troppo le aziende, soprattutto quelle piccole e medie. “Non si tratta di abbassare i controlli”, ha chiarito un funzionario Ue, “ma di semplificare, tenendo conto delle reali possibilità delle imprese”.

La sfida che resta sul tavolo

Ora tocca ai singoli Paesi tradurre queste direttive nelle loro leggi. Alcuni, come l’Italia, hanno già annunciato tavoli di lavoro con sindacati e imprese per capire l’impatto concreto della riforma. Le prime analisi indicano che il taglio degli oneri sarà un vantaggio soprattutto per le aziende nei settori manifatturiero e dei servizi. Intanto, alcune associazioni ambientaliste hanno lanciato l’allarme. “Terremo d’occhio che la semplificazione non si trasformi in un ridimensionamento delle tutele”, avverte un portavoce di Greenpeace Europa.

In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ue, il mondo delle imprese resta con gli occhi puntati sui prossimi passi. Solo allora si potrà capire se la promessa di una burocrazia più leggera porterà davvero benefici concreti all’economia europea.