Barbera annuncia una possibile sezione sull’IA al festival di Venezia

Barbera annuncia una possibile sezione sull'IA al festival di Venezia

Barbera annuncia una possibile sezione sull'IA al festival di Venezia

Giada Liguori

Febbraio 27, 2026

Milano, 27 febbraio 2026 – Il cinema sta cambiando, e i festival devono tenere il passo. È questo il messaggio che Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ha lanciato ieri agli studenti dell’Università Cattolica di Milano. L’appuntamento era “Incontri da Festival”, un momento di confronto con i giovani su un tema che sta scuotendo il mondo del cinema: l’intelligenza artificiale.

L’IA nei festival: tra paure e possibilità

“Il cinema non è mai stato uguale a se stesso e i festival devono muoversi per non rimanere indietro. A volte bisogna pure provare a stare un passo avanti”, ha detto Barbera nella sala principale dell’università, poco dopo le 11. Ha parlato chiaro, senza fronzoli, catturando subito l’attenzione degli studenti. Il direttore della Mostra di Venezia ha raccontato di essersi posto una domanda, lo scorso ottobre: dedicare o no una sezione speciale all’intelligenza artificiale? “Ho iniziato a informarmi”, ha ammesso, “e ho scoperto che ormai l’IA la usiamo tutti, anche se nessuno lo dice apertamente. Ormai è uno strumento comune per sostituire gli effetti speciali”.

Barbera non nasconde i dubbi che ancora ci sono intorno a questo tema. Ma sottolinea: “Non bisogna avere paura, l’IA porta anche grandi vantaggi”. Il suo ragionamento è semplice e concreto: “Ho pensato a una sezione dedicata, ma ho deciso che è ancora troppo presto. I film d’autore fatti con l’IA sono pochi. Forse in futuro ci arriveremo”.

Regole nuove: spazio ai film con IA

Nonostante la prudenza, Barbera ha già inserito una novità nel regolamento della Mostra di Venezia: “Ho scritto che sono ammessi anche film che usano un po’ di intelligenza artificiale. Non è una cosa scontata”, ha spiegato, “perché tanti festival ancora chiudono la porta a queste opere”. Un dettaglio che non è passato inosservato. “Secondo me è un errore grosso”, ha aggiunto Barbera, “come se vent’anni fa avessimo detto no ai film con effetti speciali”.

La sua posizione è chiara: “L’IA è uno strumento, dipende da come la usi. Chiudere la porta è un atteggiamento sbagliato, troppo rigido”. Il pubblico ascolta in silenzio, qualcuno prende appunti. Poi Barbera insiste su un punto fondamentale: “Un festival deve sempre adattarsi, rivedere come sceglie e propone i film, soprattutto quando arrivano novità con cui fare i conti”.

Tra studenti e professionisti, un dibattito acceso

Durante l’incontro, durato poco più di un’ora, non sono mancati interventi dal pubblico. Una studentessa di cinema ha chiesto se aprire all’intelligenza artificiale rischi di soffocare la creatività umana. Barbera ha risposto senza esitazioni: “La creatività resta sempre al centro. L’IA può aiutare, ma il cuore del film è sempre umano”. Un docente ha ricordato come già negli anni Novanta l’arrivo degli effetti digitali avesse suscitato polemiche simili.

Fuori dall’aula, nei corridoi dell’università, il dibattito va avanti. Alcuni studenti sono curiosi delle possibilità offerte dall’IA, altri temono che possa togliere spazio ai giovani registi. “È una sfida da affrontare”, commenta Marco, 23 anni, al secondo anno di Scienze della Comunicazione.

Venezia e il futuro del cinema

La decisione della Mostra del Cinema di Venezia di aprirsi – con cautela – ai film realizzati con l’intelligenza artificiale segna un passo importante per il settore. In un’epoca in cui la tecnologia avanza veloce, i festival devono aggiornare le regole e i criteri di selezione. Barbera lo sa bene: “Non possiamo restare fermi”, ha concluso davanti agli studenti. “Il cinema cambia ogni giorno e noi dobbiamo cambiare con lui”.

Un messaggio che lascia il segno. E che forse anticipa le prossime trasformazioni della settima arte.