Milano, 3 marzo 2026 – In Italia cresce la presenza delle donne inventrici nei settori Stem. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (Epo), tra il 2018 e il 2022 la quota di donne che depositano brevetti ha raggiunto il 14,7%, superando di un punto la media europea. Milano resta la città guida di questo movimento, piazzandosi settima in Europa per numero di inventrici. Tuttavia, il divario tra le donne laureate in discipline tecnico-scientifiche e quelle che poi effettivamente brevettano o fondano startup è ancora molto ampio.
Donne e brevetti: l’Italia fa meglio della media europea
Il rapporto dell’Epo, pubblicato in vista della Giornata internazionale della donna, mette in luce una realtà a due facce. “In Italia abbiamo visto un aumento, anche se contenuto, della quota di donne inventrici nelle materie Stem, salita al 14,7% dal 13,8% del 2017, superando la media europea che è al 13,8%”, spiega Roberta Romano Götsch, Chief sustainability officer dell’Epo. Un segnale chiaro di cambiamento, anche se la strada verso la parità è ancora lunga.
Guardando ai dati dal 2018 al 2022 e confrontandoli con quelli dei cinque anni precedenti, il divario di genere nell’innovazione resta ben visibile. Solo il 10% delle startup che depositano brevetti Epo ha almeno una donna tra i fondatori. In pratica, per ogni donna fondatrice ci sono circa nove uomini.
Startup e leadership femminile: tra passi avanti e ostacoli
L’Italia si difende bene rispetto ad altri Paesi europei. Con il 12,5% di donne fondatrici di startup e richiedenti brevetto europeo, si piazza quarta dopo Spagna (19,2%), Portogallo (15,7%) e Irlanda (14,8%). In generale, il 17% delle startup italiane nasce da un team con almeno una donna; di queste, il 9,1% è costituito da imprese fondate solo da donne.
Ma le difficoltà aumentano nelle fasi più avanzate. Lo studio Epo segnala che le startup con co-fondatrici donne incontrano più ostacoli quando si tratta di crescere e accedere ai finanziamenti più grandi. Un problema su cui, secondo Romano Götsch, “bisogna intervenire con attenzione per non perdere il potenziale innovativo femminile”.
Milano, motore dell’innovazione al femminile
Nel panorama nazionale spicca Milano, che nell’ultimo decennio ha visto crescere la percentuale di inventrici dal 16,1% al 19,1% tra il 2018 e il 2022. Un dato superiore di oltre quattro punti rispetto alla media nazionale. Milano si conferma così il cuore pulsante dell’innovazione italiana al femminile. “Milano è diventata un punto di riferimento per le donne che vogliono fare impresa e innovazione”, racconta una ricercatrice del Politecnico incontrata ieri nei corridoi dell’ateneo.
Laureate Stem: tanti titoli, pochi brevetti
Un altro dato interessante emerge dal rapporto Epo: nel 2023 le donne rappresentavano il 39,3% dei laureati in discipline Stem in Italia, posizionandosi al tredicesimo posto in Europa. Però, solo il 13,2% delle domande di brevetto presentate da italiani porta la firma di una donna. Un numero in crescita, ma ancora lontano dalla parità.
“C’è un divario evidente tra le donne che si laureano nelle Stem e quelle che poi brevettano o fondano startup”, ammette Romano Götsch. “Curiosamente, nelle pubblicazioni scientifiche la parità di genere è quasi raggiunta. Ma nel passaggio successivo, quello del brevetto, perdiamo molte potenziali inventrici. È una domanda che dobbiamo farci”.
Cultura, finanziamenti e il futuro delle donne nella tecnologia
Gli esperti intervistati dall’Epo indicano cause ben precise: difficoltà di accesso ai finanziamenti e fattori culturali che ancora frenano l’imprenditorialità femminile nel settore tecnologico. “Serve un cambio di passo”, confida una startupper milanese durante un evento sull’innovazione. “Le opportunità ci sono, ma spesso mancano reti di supporto e modelli a cui guardare”.
Il rapporto dell’Epo mette in guardia: i numeri mostrano segnali incoraggianti, soprattutto nelle grandi città come Milano, ma resta urgente colmare il divario tra formazione e innovazione. Solo così la presenza delle donne tra gli inventori italiani potrà davvero avvicinarsi a quella degli uomini.
