Milano, 3 marzo 2026 – Lunedì apre con un piccolo scossone sul mercato: lo spread tra Btp e Bund sale leggermente, passando da 64 a 65 punti base. Un movimento modesto, ma che non sfugge all’attenzione degli addetti ai lavori. Il rendimento del decennale italiano si porta al 3,40%, in lieve crescita rispetto al 3,35% di venerdì. Un dato che, fin dalle prime contrattazioni a Piazza Affari, ha subito catturato lo sguardo di analisti e investitori.
Spread Btp-Bund: un passo in più nella mattinata
Questa mattina, poco dopo le 9, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi – il famoso spread – si è fermato a 65 punti base, secondo Bloomberg e confermato da fonti del Tesoro. Un piccolo aumento rispetto alla chiusura di ieri, che era a quota 64.
Il rendimento del Btp decennale – il riferimento per il debito italiano – è salito di cinque centesimi, toccando il 3,40%. Dietro a questo movimento ci sono sia fattori interni, sia le attese sulle mosse della Banca Centrale Europea. “Il mercato resta cauto, aspetta le decisioni di Francoforte”, commenta un trader di una banca d’affari milanese.
Perché salgono spread e rendimenti?
Gli operatori vedono diverse ragioni dietro questo lieve aumento dello spread e dei rendimenti italiani. Da una parte, pesa l’incertezza sui tempi di un eventuale taglio dei tassi da parte della BCE. Dall’altra, c’è qualche presa di profitto dopo il rally delle settimane scorse, che ha portato un po’ di nervosismo sui titoli di Stato dell’Eurozona.
“Non è un campanello d’allarme”, chiarisce un gestore obbligazionario contattato da alanews.it. “Più che altro, è una correzione naturale dopo i minimi di febbraio”. Negli ultimi giorni, infatti, il differenziale aveva toccato livelli bassi che non si vedevano da tempo, facendo riflettere gli esperti.
L’Europa resta sul chi vive
Il rialzo dello spread italiano si inserisce in un quadro europeo ancora incerto. A Francoforte, la BCE ribadisce la necessità di tenere alta la guardia contro l’inflazione, rimandando a data da destinarsi qualsiasi allentamento della politica monetaria. Questo clima si riflette anche sui mercati obbligazionari dei Paesi periferici.
A Piazza Affari l’avvio di settimana è stato prudente: il Ftse Mib ha navigato intorno alla parità nelle prime ore. Gli occhi degli operatori sono puntati sulle prossime aste di titoli pubblici e, soprattutto, sul consiglio della BCE previsto per giovedì. “Il mercato aspetta soprattutto le indicazioni della banca centrale”, conferma un analista di Mediobanca.
Cosa significa per il debito italiano
Lo spread Btp-Bund resta uno specchio importante per capire la salute del debito pubblico italiano, che secondo l’ultimo dato Istat ha superato i 2.850 miliardi di euro a fine 2025. Ogni variazione nei rendimenti si traduce in costi maggiori o minori per lo Stato.
Per ora, fanno sapere dal Ministero dell’Economia, la situazione è “sotto controllo”. Ma la vigilanza è alta. “Seguiamo costantemente l’andamento dei mercati”, dicono fonti vicine al ministro Giancarlo Giorgetti. Il prossimo appuntamento chiave sarà l’asta dei nuovi Btp, prevista per metà marzo.
Gli investitori restano in attesa
In attesa delle prossime mosse della BCE e delle nuove emissioni del Tesoro, gli investitori mantengono un atteggiamento prudente. “Nel breve periodo non ci aspettiamo scossoni”, spiega un gestore di fondi straniero con base a Londra. Eppure, sottolineano gli esperti, il clima resta fragile: basta poco per far cambiare tutto.
Solo quando arriveranno segnali più chiari da Francoforte si capirà se questo piccolo rialzo dello spread è solo una pausa o l’inizio di una nuova fase di volatilità per i titoli italiani. Per ora, il mercato osserva e aspetta.
